Dopo un weekend di consultazioni, il premier spagnolo ha annunciato le dimissioni e il voto anticipato per il 29 novembre. A far precipitare la crisi è stato Junts, l’alleato catalano che ha bocciato con PP e Vox due decreti per frenare gli sfratti e contenere il caro affitti.
Così facendo, Sánchez ha scelto il terreno su cui la sinistra aveva più possibilità di recuperare consenso. Se la gestione dell’immigrazione lo aveva messo sulla difensiva, il rifiuto delle nuove misure per gli inquilini gli ha offerto l’occasione di chiedere alla destra conto di quella decisione.
Il premier ha trasformato la crisi della propria maggioranza nell’argomento con cui i socialisti condurranno una campagna elettorale d’attacco. Se riusciranno dettare l’agenda politica fino alle urne, l’anticipo sarà stato una scelta sensata.



