Il Financial Times ricostruisce la parabola di Roberto Vannacci: dalle vacanze interrotte per dare la colpa all’Ucraina dei prezzi della benzina, fino al partito che chiede di riaprire i canali con Mosca e mette in discussione la permanenza nella NATO.
Non serve più il complotto nell’ombra: oggi l’influenza straniera parla italiano, ha un seggio europeo e insidia Meloni da destra. Analisti ed ECFR lo definiscono un “cavallo di Troia”, capace di trasformare il malcontento economico in consenso per il Cremlino.
Il caso Vannacci non sarà isolato: alle prossime politiche vedremo sempre più forze, a destra come a sinistra, con posizioni filo-russe, pronte a orientare il voto oggi per condizionare le scelte di governo domani.
Riusciremo ad accorgercene in tempo?



