Da qualche giorno sui social Elly Schlein è diventata “Elena”. Il trend lanciato da @darsamore non è solo una battuta: chiamarla con il suo nome anagrafico significa provare a costruire attorno alla segretaria del PD un personaggio diverso da quello della politica istituzionale. E la cosa interessante è che altri profili stanno già aderendo alla campagna.

Perché funziona? Perché il problema del PD, e della stessa Schlein, è anche quello di parlare a un pubblico che vive molto più sui social che nei luoghi tradizionali della politica. Usare il suo nome di battesimo“Elena” è più semplice, più imitabile e più “memabile”. E dal semplice farsi conoscere ed arrivare a più persone, si può poi presentare l’offerta politica.

Qui c’è una strategia che il PD fatica ancora a costruire: trasformare una leader politica in un personaggio riconoscibile anche fuori dalla bolla degli attivisti. Se “Elena” riuscirà a diventare un linguaggio condiviso, potrebbe essere proprio la rete a costruire una Schlein più adatta alla rete.

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