Durante il mio momento TikTok serale mi sono imbattuto in un contenuto della Lega: un “fruit drama”, la nuova frontiera dei brainrot.
Una fragola e una banana sono a cena e commentano l’attualità, fino a litigare su Ilaria Salis (che diventa “Melanzanis”). Ho pensato: “Cringe”.
Il punto, però, è che questo mio giudizio dice poco sull’efficacia. Questi contenuti non parlano a tutti, ma a un target preciso, e funzionano proprio perché il fastidio genera attenzione. È la logica del “purché se ne parli”, che sfrutta semplificazione, meme e codici nativi della piattaforma.
Non è una novità: da Pontida ai momenti più teatrali della Lega, questa cifra comunicativa è sempre stata emotiva, a tratti grottesca, ma coerente. Se il pubblico di riferimento si sente capito, il contenuto ha già raggiunto il suo obiettivo. E allora la domanda è: stiamo valutando la comunicazione… o solo la distanza da noi?



