Le suppletive di Reggio Calabria confermano la tenuta del centrodestra. Con un’affluenza al 22% trarre verdetti nazionali è azzardato, tuttavia liquidare il dato di Vannacci come un “flop” sarebbe un errore: portare una lista nuova sopra il 10%, in un contesto dove il voto di opinione è ridimensionato dall’affluenza bassa, dimostra che il suo bacino è reale e reattivo.

Il candidato del centrosinistra Frank Benedetto ha provato a bucare l’apatia delle suppletive con una comunicazione social pop e fuori dagli schemi, citando persino i Daft Punk e vestendo i panni di Giorgio Moroder. Un’intuizione per riattivare un elettorato rassegnato, che però conferma una regola classica: la viralità dei contenuti non basta a ribaltare rapporti di forza strutturali.

Il voto calabrese ci ricorda infatti che la creatività comunicativa è fondamentale, ma da sola non basta a sconfiggere l’astensionismo né a sostituire la presenza sul territorio.

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