Che l’agenda dei leader dettasse le priorità dell’informazione era già evidente, ma la scorsa settimana a farne le spese è stata l’ONU, nell’ultima Assemblea generale di Guterres prima della fine del mandato.

Meloni ha disertato l’appuntamento e ha difeso la sua presenza alla Fashion Week dalle critiche, presentandola come un gesto di sostegno alle imprese italiane. Trump ha riservato a Xi Jinping un’accoglienza solenne, concentrando i riflettori sulla trattativa fra due potenze. Sullo sfondo sono rimasti gli appelli a riformare un’organizzazione in crisi.

Siamo di fronte a una sorta di internazionale dei nazionalisti, che subordina il confronto multilaterale alle proprie priorità nazionali. È una gerarchia che il racconto mediatico contribuisce a normalizzare: mentre le crisi richiederebbero risposte condivise, l’attenzione resta circoscritta alle agende interne e alle intese bilaterali.

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