“No sugarcoating it”: lo scrive sui social Keir Starmer dopo la sconfitta alle elezioni locali. Il premier non “indora la pillola” di una disfatta storica del Labour (-1496 seggi), travolto dal Reform di Farage (+1453) e dai Verdi (+441). Cade persino il Galles, feudo laburista dal 1922.

Oggi, per la prima volta, Scozia, Galles e Nord Irlanda hanno tutte maggioranze indipendentiste.

Anziché accogliere la richiesta di rottura sulle politiche economiche e sociali arrivata dalle urne, Starmer sceglie di barricarsi: rifiuta le dimissioni, sceglie la linea comunicativa dell’orgoglio e richiama in servizio vecchie glorie del Labour come Gordon Brown e Harriet Harman. Una scelta nostalgica, ma raramente guardare al passato è la strategia giusta per evitare il baratro.

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