Negli ultimi giorni ha fatto il giro del web un’immagine di Sanae Takaichi ed Emmanuel Macron che, in un contesto istituzionale, simulano uno scambio di onde energetiche di Dragon Ball. La scena è diventata immediatamente un meme, ma il punto è un altro.

I meme sono solo la parte più visibile e chiacchierata di un fenomeno molto più ampio: oggi la politica, come gran parte della comunicazione online, sa che ogni contenuto mostrato è anche intrattenimento. Ed è proprio dall’intrattenimento che nasce il soft power contemporaneo. Prima dell’influenza viene l’awareness: entrare nei feed, nelle conversazioni e nell’immaginario di persone che normalmente non seguirebbero la politica giapponese.

Cultura pop, anime e riferimenti condivisi non servono solo a rendere Takaichi più simpatica. Sono il risultato di decenni in cui il Giappone ha costruito un enorme capitale culturale attraverso manga, anime ed estetica kawaii. I social non creano il soft power: gli danno velocità e una portata globale immediata.

Strategy Design