Con il Paese alle prese con bollette, salari e sanità, la premier sceglie di cambiare la legge elettorale a pochi mesi dal voto. Un proporzionale con premio di governabilità che scatta solo oltre il 42%, e soglie di sbarramento che pesano su alleati e avversari.

Comunicativamente è una scelta che costa: dà l’idea di una politica che si occupa di sé mentre il Paese fa i conti. Mentre si parla di regole, non si parla di vita reale, e questo è un prezzo che qualcuno prima o poi presenta.

Politicamente può servirle: a rilanciare candidatura e leadership, a tenere compatta la coalizione, o a spostare il confronto su un terreno che conosce meglio.

Il punto è tenere insieme le due cose: il costo che paga nel racconto e il vantaggio che cerca nei numeri. In questo momento tutti i sondaggi danno in vantaggio il CSX, vediamo se con una nuova legge le coalizioni cambieranno e insieme a loro i voti.

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