Durante la premiazione dei Mondiali Donald Trump è rimasto al centro della scena insieme alla nazionale vincitrice, trasformando un momento pensato per gli atleti in uno spettacolo personale. Un ruolo reso possibile soprattutto da Gianni Infantino, che negli ultimi mesi ha moltiplicato i segnali di deferenza verso il presidente americano.

La Coppa portata al suo box, la squalifica di Balogun sospesa dopo una telefonata e un cerimoniale adattato alla sua presenza compongono il ritratto di un uomo il cui ego viene ormai trattato come una variabile organizzativa, da assecondare prima ancora che possa creare attrito.

La premiazione, poi, diventa subito un meme nel momento in cui Rodri e Infantino cercano di accompagnarlo fuori dall’inquadratura, perché la scena costruita per celebrarne la centralità si rovescia e restituisce un uomo incapace di lasciare agli altri persino la loro festa.

 

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