Vannacci è ovunque: in tv, sui giornali, nel dibattito politico e, soprattutto, sui social. Ma perché è diventato un “fenomeno”?

Semplice: perché tante persone la pensano come lui.

Credere che basti “ignorarlo” per renderlo politicamente irrilevante è pura scaramanzia. Perché la politica, nonostante tutto, è ancora una questione di rappresentanza, e gli elettori che condividono le sue idee sono tanti: pensano che gli omosessuali non siano normali, che il femminicidio non esista o che la “remigrazione” sia una soluzione pratica e non un discorso inumano in cui riecheggiano gli orrori del passato.

Allora Vannacci ha già vinto? No, ma il tema non è di mera comunicazione: chi vuole battere Vannacci non potrà
voltarsi dall’altra parte. Dovrà affrontarlo eccome, offrendo un’alternativa migliore a chi oggi guarda al generale come la grande e accattivante novità del panorama politico.

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