La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha dato ragione all’Agcom nella disputa con Meta sull’equo compenso per editori e giornalisti. Tradotto: le piattaforme dovranno negoziare con gli editori l’utilizzo dei contenuti giornalistici nei propri ecosistemi digitali.
Il punto più interessante, però, non è solo economico. La Corte riconosce che per anni le grandi piattaforme hanno rafforzato il proprio valore anche grazie alla circolazione di contenuti editoriali.
D’ora in poi, quindi, le piattaforme dovranno fornire informazioni utili alla negoziazione dell’equo compenso e, in caso di mancata collaborazione, potranno essere sanzionate.
Questa sentenza segna un passaggio politico e culturale rilevante: l’Europa non considera più le piattaforme digitali semplici intermediari neutri, ma soggetti con un ruolo attivo nella distribuzione e valorizzazione dell’informazione.



