Il campione USA Balogun prende un cartellino rosso ai Mondiali: squalifica automatica. Poi il colpo di scena: Donald Trump chiama l’amico Gianni Infantino e, magicamente, la FIFA sospende la squalifica rispolverando una norma usata l’ultima volta nel 1962.

Il tycoon ha rivendicato l’ingerenza sui social, diventati in questi giorni l’arena di una polemica globale e feroce. La UEFA si indigna, il Belgio si vede respingere il ricorso e mezzo mondo grida allo scandalo per l’intrusione della politica nello sport.

Eppure, forse, c’è una morale in questa storia. Anche facendo pressioni sull’arbitro o provando a ridisegnare chirurgicamente a proprio favore i confini delle regole (un po’ come i Repubblicani con le Midterm), si può perdere lo stesso. Belgio – USA 4 a 1.

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