Negli ultimi giorni Giuseppe Conte ha pubblicato un video promozionale che, a prima vista, sembra lanciare una candidatura alle primarie del centro-sinistra. Tono solenne, immagini del suo passato da Presidente del Consiglio, musica epica e un viso che si mostra solo negli ultimi secondi di video. Poi il reveal: è il lancio di un libro. Un contenuto percepito da molti come “cringe”, ma che ha comunque fatto parlare.

La logica è meno ingenua di quanto sembri. Il video usa polarizzazione e ambiguità per posizionare Conte dentro uno spazio politico preciso: temi identitari e riconoscibili come Gaza e la svolta pacifista, frasi clou della sua presidenza sotto la pandemia Covid come “questo Governo non agisce con il favore delle tenebre”. Il libro diventa così un pretesto: più che vendere copie, serve a testare il terreno e a costruire presenza nel dibattito.

È una dinamica interessante perché ribalta il giudizio sul contenuto: non importa quanto sia “bello”, ma quanto riesca a generare attenzione e a definire un posizionamento.
È inoltre da monito per i colleghi delle future primarie: io ci sono e sono più avanti di voi, Iniziate a correre.

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