Se scorriamo gli ultimi post Instagram di Donald Trump si nota una sequenza narrativa piuttosto chiara.
Si parte dall’America che, secondo lui, si prepara a tornare grande: Golden Age, crescita economica, invocazioni di tassi più bassi, richiami all’energia dal carbone, infrastrutture pagate dai donors.
Poi entra in scena prepotentemente un assetto di guerra. Cinque giorni fa Trump pubblica la consegna della Medal of Honor a un soldato ferito in Venezuela, glorificando l’esercito americano. Il giorno dopo annuncia che gli Stati Uniti hanno iniziato “major combat operations in Iran”, con un video istituzionale di otto minuti pubblicato su Truth Social e rilanciato sulle altre piattaforme. Cambia anche la postura: sparisce il cappellino rosso delle cause populiste e compare quello blu e bianco, con le bandiere alle spalle e un tono molto più presidenziale. Il frame è semplice: difendere i cittadini americani da “very hard, terrible people”. Da lì parte la ricostruzione: cinquant’anni di “Death to America”, terrorismo nella regione, Hamas e affini.
Nei giorni successivi arrivano gli aggiornamenti militari: Khamenei morto, navi iraniane affondate, quartier generali distrutti. Fino al nome dell’operazione: Epic Fury, la campagna militare congiunta USA-Israele che ha colpito leadership e infrastrutture militari iraniane.
Lo schema è quello classico trumpiano: il racconto della grandezza americana, l’individuazione di un nemico, la guerra trasformata in un nuovo capitolo epico-cinematografico della storia degli Stati Uniti.
Parallelamente Trump non perde occasione di ridimensionare l’Europa, descrivendola come poco rilevante politicamente. Contemporaneamente, però, nei documenti strategici interni la ritiene economicamente utile: la vuole abbastanza forte da comprare dall’America, ma non abbastanza da imporre una linea propria.
Anche questo entra nella sua comunicazione strategica: un conflitto epico che da una parte monopolizza l’attenzione pubblica e dall’altra costringe alleati e avversari a muoversi dentro la narrazione costruita togliendo tempo e risorse alla costruzione delle politiche interne.
Per guardare da vicino: https://www.instagram.com/realdonaldtrump?igsh=dnpqOHMwNjhhZGMx



