Si parte dal posizionamento e dagli obiettivi. Si definiscono temi, tono di voce, formati e calendario, organizzando anche produzione, approvazioni e risposte. La gestione comprende sia i contenuti sia le conversazioni e la verifica dei risultati.
Approfondimento
Comunicazione Politica sui social – 5 informazioni per capire come comunicano i politici sui social
La comunicazione politica sui social trasforma identità, proposte e attività di candidati, eletti e organizzazioni in contenuti capaci di costruire una relazione con le persone.
In un mondo in cui l’informazione è sempre più online, in cui i politici si trasformano in influencer e in cui le testate giornalistiche provano a raggiungere nuovo pubblico con nuovi formati verticali, è importante che anche le figure politiche sappiano come comunicare, bene, sui social media.
Tommaso Scafidi
Team di Strategy Design
Come si fa comunicazione politica sui social?
Influencer o politico? O tutti e due?
La comunicazione politica sui social trasforma identità, proposte e attività di candidati, eletti e organizzazioni in contenuti capaci di costruire una relazione con le persone.
In un mondo in cui l’informazione è sempre più online, in cui i politici si trasformano in influencer e in cui le testate giornalistiche provano a raggiungere nuovo pubblico con nuovi formati verticali, è importante che anche le figure politiche sappiano come comunicare, bene, sui social media.
In Strategy Design colleghiamo strategia, storytelling, produzione dei contenuti e gestione delle conversazioni. Aiutiamo politici e istituzioni a usare bene i nuovi media, con format innovativi, video coinvolgenti e tanta passione per la buona politica.
Cosa dovrebbe pubblicare un politico sui social?
Locandina con ChatGPT o… qualcosa di nuovo?
Un profilo social di una figura politica non può diventare un deposito di contenuti generati artificialmente. Una fotografia ad un evento racconta una presenza. Un post di statement fissa un posizionamento. Un selfie racconta tantissimo di sè.
Nel nostro approccio, il piano editoriale può essere organizzato attorno a 5 aree di contenuto, da adattare alla candidatura o al mandato.
| Area editoriale | Cosa raccontare |
| Identità e valori | La storia, le esperienze e le convinzioni che aiutano a comprendere il progetto politico. |
| Proposte e scelte | I problemi da affrontare, le soluzioni proposte e le ragioni delle proprie posizioni. |
| Territorio e ascolto | Incontri, domande e situazioni concrete, spiegando cosa emerge dal confronto. |
| Attività e risultati | Il lavoro svolto, gli avanzamenti, le difficoltà e ciò che deve ancora essere fatto. |
| Partecipazione | Appuntamenti, occasioni di confronto e modalità con cui le persone possono contribuire. |
Facebook, Instagram o TikTok: quali social scegliere per la tua campagna di comunicazione politica?
Aprire un profilo TikTok? Nel 2026? Avanguardia pura.
La scelta dei social parte dal progetto, dai canali già attivi e dalle risorse disponibili. Aprire un nuovo profilo significa assumersi anche il lavoro necessario per produrre contenuti, seguire le conversazioni e mantenere continuità. Tutto rispettando il proprio tone of voice e, soprattutto, la propria identità.
Lo stesso tema può essere raccontato in modi diversi: attraverso un testo argomentato, un carosello, un video o una conversazione. Scegliamo la forma in funzione del messaggio e del contesto, senza trasformare ogni piattaforma nella copia delle altre.
Ogni piattaforma ha il suo tono di voce.
TikTok
Reel, caroselli, fotografie: il formato viene dopo il messaggio.
Hai presente quei reel che vanno in trend? Noi sì.
Prima di scegliere il formato, definiamo cosa deve capire chi incontra il contenuto. Vogliamo spiegare una proposta, documentare un’attività, rispondere a una domanda o invitare a un appuntamento? E, soprattutto, quante persone vogliamo raggiungere con il nostro contenuto?
Da questa scelta nasce il concept. Nel nostro lavoro, preferiamo pochi format con una funzione riconoscibile a una successione di pubblicazioni scollegate tra loro.
| Formato | Come lo utilizziamo nel progetto editoriale |
| Video e reel | Per spiegare un tema, mostrare un’attività o dare spazio alla voce del candidato. |
| Caroselli | Per accompagnare le persone attraverso un ragionamento, una proposta o una sequenza di informazioni. |
| Fotografie e racconti fotografici | Per documentare persone, luoghi e momenti, aggiungendo il contesto necessario a comprenderli. |
| Stories | Per aggiornamenti, passaggi della giornata, promemoria e rimandi agli approfondimenti. |
| Grafiche e testi | Per rendere immediatamente leggibile un messaggio, una posizione o un’informazione pratica. |
Il caso Silvia Salis: 8,7 milioni di visualizzazioni su Instagram.
Un progetto riconoscibile. Anche nei numeri.
Nel report Strategy Design sulla campagna di Silvia Salis a Genova, i dati relativi al periodo aprile–maggio 2025 riportano circa 8,7 milioni di visualizzazioni su Instagram e 5,9 milioni su Facebook.
| Piattaforma | Visualizzazioni dei contenuti | Copertura riportata nel report |
| Circa 8,7 milioni | 911.233. | |
| Circa 5,9 milioni | 752.845. |
Su Facebook il report registra inoltre 189.112 interazioni con i contenuti.
Dietro questi numeri c’era una strategia editoriale che collegava identità, ascolto e presenza sul territorio. Il format “Parola ai genovesi” dava spazio ai cittadini e alle loro storie; il racconto fotografico documentava incontri e quotidianità della campagna.
8,7 milioni su Instagram · 5,9 milioni su Facebook
Visualizzazioni dei contenuti nel periodo di campagna analizzato.
Fonte: Strategy Design, “La campagna digitale di Silvia Salis”, “Campagna, in numeri”, Genova 2025.
Meme e trend funzionano nella comunicazione politica?
Facciamo quelle immagini che tua mamma non capisce. E anche quelle che capisce.
Un riferimento pop o un contenuto ironico può trovare spazio nel piano editoriale quando aiuta a esprimere un messaggio. E’ coerente con il progetto? Aggiunge qualcosa alla conversazione?
Prima di utilizzare un meme, ci facciamo 3 domande: il riferimento è comprensibile? La posizione politica resta chiara? Il candidato potrebbe sostenere quel contenuto anche fuori dal contesto del meme?
Lo stesso criterio vale per l’attualità. Non ogni notizia richiede un commento e non ogni polemica merita di diventare un post.
Diffusione
Interazione
Partecipazione
Cosa abbiamo imparato lavorando su 120 campagne
Quanto spesso dovrebbe pubblicare un politico?
Contenuti: q.b.
Creatività: tantissima
La ricetta è servita.
Non partiamo da un numero di post uguale per tutti. Definiamo una frequenza compatibile con gli obiettivi, le attività da raccontare e il tempo necessario per produrre contenuti e seguire le risposte.
Il calendario deve lasciare spazio agli appuntamenti programmati e all’attualità. Per renderlo sostenibile, distinguiamo i contenuti preparabili in anticipo da quelli che richiedono presenza, raccolta di materiali o verifiche dell’ultimo momento.
Anche le risorse ufficiali di Instagram affiancano alle indicazioni generali consigli personalizzati sulle prestazioni del singolo account: un motivo in più per evitare formule universali su frequenza e formati.
Gestire i social significa rispondere.
Hey, vuoi parlare?
Nel servizio di social media management di Strategy Design, il piano editoriale si accompagna alla moderazione dei commenti e alla reportistica. La gestione del profilo non si ferma quindi alla produzione dei contenuti.
Per organizzare le risposte, distinguiamo domande, critiche, richieste operative e comportamenti che violano le regole di partecipazione. Una critica merita una valutazione nel merito, non una cancellazione automatica; una richiesta che richiede verifiche deve arrivare alla persona competente.
Definiamo inoltre quali risposte possono essere gestite dal team e quali devono essere condivise con il candidato o con lo staff.
Meme e trend funzionano nella comunicazione politica?
Facciamo quelle immagini che tua mamma non capisce. E anche quelle che capisce.
Un riferimento pop o un contenuto ironico può trovare spazio nel piano editoriale quando aiuta a esprimere un messaggio. E’ coerente con il progetto? Aggiunge qualcosa alla conversazione?
Prima di utilizzare un meme, ci facciamo 3 domande: il riferimento è comprensibile? La posizione politica resta chiara? Il candidato potrebbe sostenere quel contenuto anche fuori dal contesto del meme?
Lo stesso criterio vale per l’attualità. Non ogni notizia richiede un commento e non ogni polemica merita di diventare un post.
Come si misurano i risultati dei social politici?
Non diamo i numeri. Diamo i numeri.
Con il nostro metodo, la lettura dei risultati parte dagli obiettivi e mantiene distinte le metriche. Un contenuto può essere molto visto senza generare approfondimento; una conversazione meno numerosa può far emergere domande utili al progetto.
Organizziamo la verifica attorno a 3 livelli di lettura.
FAQ sulla Comunicazione Politica
Qual è il social migliore per la comunicazione politica?
La scelta va fatta sul singolo progetto, valutando la presenza già costruita, gli interlocutori e le risorse disponibili. Facebook, Instagram e TikTok richiedono scelte editoriali dedicate: attivare tutti i canali non è un obiettivo in sé.
Quanti post dovrebbe pubblicare un candidato?
La frequenza deve essere sostenibile e coerente con le attività della campagna. Nel nostro approccio, il calendario tiene conto del tempo necessario per produrre, verificare e seguire i contenuti, lasciando spazio all’attualità. Non applichiamo lo stesso numero di pubblicazioni a ogni candidatura.
Un politico deve utilizzare meme e contenuti ironici?
Non necessariamente. Li valutiamo quando sono coerenti con il tono di voce e aiutano a comunicare una posizione. Un contenuto pop deve essere comprensibile e pertinente: la riconoscibilità del riferimento non può sostituire la chiarezza del messaggio.
Si possono sponsorizzare contenuti politici su Facebook e Instagram?
Nell’Unione Europea Meta non consente annunci politici, elettorali e su temi sociali dal 6 ottobre 2025. La pubblicazione organica di contenuti politici resta possibile nel rispetto delle regole della piattaforma. Il piano social deve quindi distinguere la comunicazione organica dalle attività pubblicitarie non consentite.
Consulenza politica integrata per candidati, presidenti, consiglieri, liste civiche e partiti politici, ma non solo.
Ci occupiamo di consulenza politica integrata per candidati sindaco, presidenti, consiglieri, liste civiche e partiti politici. Curiamo il posizionamento politico e la comunicazione a livello locale, regionale e nazionale. Garantiamo servizi di comunicazione istituzionale e gestione del consenso per sindaci, assessori, parlamentari e senatori che vogliono valorizzare i risultati del proprio mandato politico o che necessitano di dialogare in modo autorevole.


